25 Settembre-1 Ottobre 2006
Il Tiger Meet 2006 è in pieno svolgimento ad Albacete, nella regione spagnola de La Mancha, mentre ci dirigiamo verso la base aerea Los Llanos per il Press Day ed il rombo dei decolli per la prima missione della mattina si sente da lontano, continuo e cupo, fare eco tra i viali del campus universitario che attraversiamo.
E’ l’inizio della giornata operativa che vede coinvolte decine di velivoli partecipanti al NATO Tiger Meet, rischierati presso la sede dell’Escuadron 142 dell’Ejército del Aire che ha ricevuto mandato per ospitare ed organizzare l’edizione 2006 di questa esercitazione, la 42.a della storia, che associa tutti i Reparti che hanno la tigre come proprio emblema, simbolo di forza e rapidità d’azione.
Tacitamente codificata è l’attività di volo, che comprende di norma missioni DACT (Dissimilar Air Combat Tactics) di mattina, ovvero combattimenti aerei tra velivoli di diversa tipologia, per proseguire nel pomeriggio con operazioni COMAO (COMbined Air Operation) cioè operazioni condotte da velivoli di diverse caratteristiche e nazionalità, integrate nella stessa formazione.
Seguendo questo schema, l’aeronautica ospitante, avendo la totale responsabilità dell’organizzazione, può applicare varianti, come includere o coinvolgere nell’esercitazione altri Reparti esterni al Tiger Meet, essenzialmente in funzione di “Reds”, ovvero nel ruolo di “attaccanti”.
L’edizione 2006 è stata particolarmente vivace sotto questo aspetto: l’aeronautica spagnola aveva ad Albacete la propria Tiger Unit costituita dall’Escuadron 142 dotata di Mirage F1M, che celebrava i 20 anni di appartenenza all’Associazione, a cui ha affiancato la “consorella” Escuadron 141 che coabita nella stessa base e gli EF-18A dell’Escuadron 152 di Saragozza.
I primi a giungere a Los Llanos sono stati due Mirage 2000 francesi con una coppia di Rafale B dell’EC 05.330 di Mont de Marsan. Il Rafale B 307/330-EE era decorato con un disegno in coda e con un motivo tigrato sul bordo d’attacco delle superfici aerodinamiche, un bel debutto per questo tipo di aereo che partecipava per la prima volta al Tiger Meet.






Complessivamente oltre 40 i velivoli ad ala fissa e rotante che hanno partecipato all’esercitazione, ai primi arrivi hanno fatto seguito infatti altri Mirage 2000C e B dell’EC 01.012 di Cambrai, gli F-16A/B del 31 Smaldeel da Kleine Brogel, Belgio, gli F16 C e D del 192 Filo di Balikesir, Turchia, i Tornado IDS dell’AkG-51 di Schleswig e ECR dello JaboG-32 di Lechfeld, Germania, gli F16A e B MLU della Esquadra 301 provenienti da Monte Real, Portogallo, appena transitati sul caccia americano dopo la dismissione degli Alpha Jet, gli F16 AM e BM Norvegesi del 338 SKv di Orkland, per concludere con gli elicotteri del 230 Squadron di RAF Aldergrove, Irlanda del Nord presente con due Westland Puma HC1s e i quattro Mil Mi-24 Hinds del 331 LBV da Prerov, Repubblica Ceca, di cui uno in “Special Color”.
Unica defezione è stata quella degli attesissimi A-7E Corsair greci del 335 Mira, costretti a rinunciare proprio nell’edizione del Tiger Meet in cui avrebbero partecipato come osservatori in vista di rientrare come membri attivi, a causa di problemi tecnici proprio sul loro Corsair ridipinto in un interessante Tiger Scheme.


Un E-3A Sentry del 1° Squadron NAEWF rischierato a Torrejon operava come Centro di Comando e Controllo in volo. Esso stesso appartenente ad una Unità membro del Tiger Meet Association, ha raggiunto Albacete per un solo “touch and go” a beneficio dei fotografi presenti.

In questo scenario, gli elicotteri della RAF e dell’Aeronautica Ungherese partivano sempre in ampie formazioni per missioni principalmente di CSAR (Combat SAR, cioè ricerca e soccorso in zona di combattimento), ma in Spagna si sono prestati al ruolo di bersagli lenti (“slow movers”) per i caccia.

Di particolare interesse il fatto che la pianificazione delle missioni COMAO erano affidate di volta in volta ad ognuno dei diversi Squadron, per permettere lo scambio di esperienze tra i Comandi nel modo più proficuo possibile riguardo l’organizzazione di missioni molto complesse.
Per questa ragione ogni giornata iniziava e terminava con briefings a cui partecipavano tutti i piloti, prima di quelli specifici della propria Unità di appartenenza, e la pianificazione pre-missione ha previsto spesso l’uso di supporti digitali per il personale che utilizzava i mezzi aerei più moderni.
Per dare idea del numero dei velivoli e della complessità dell’esercitazione, basti pensare che trascorrevano di media due ore dal decollo del primo velivolo fino all’atterraggio dell’ultimo al termine di ogni missione.




Ma il Tiger Meet ha anche una solida tradizione come evento pubblico e l’edizione spagnola non ha disatteso le aspettative e Media e pubblico hanno avuto a disposizione ben due giorni di accesso alla base, specialmente per ammirare i velivoli decorati con i “Tiger special scheme” che abbondavano lungo raccordi e piazzali in mostra statica.
Il più spettacolare senz’altro il Mirage 2000C 115/12-YM dell’EC 01.012 di Cambrai con una livrea interamente tigrata a bande bianco nere ed una testa di tigre nella parte posteriore.

Altri “special” sono stati presentati dai Belgi, che hanno portato anche l’F16 tigrato del Tiger Meet 2005, mentre solo uno dei due Tornado tedeschi aveva il timone di coda decorato, a causa di specifiche restrizioni imposte dal Comando tedesco.
La Turchia, piuttosto restia ad applicare livree speciali in passato, per il 2006 ha addirittura esibito due F16 con bellissime immagini di tigri sui timoni.
La Spagna, aeronautica ospitante, aveva un Mirage F1M con sul timone una colorata grafica che è diventato il “logo” del Tiger Meet 2006 ed un altro con la coda tigrata a strisce grigie. Gli EF18 di Saragozza invece avevano un accattivante serbatoio ventrale a bande giallo/nere col ventre bianco.







Il Tiger Meet è una esercitazione dagli elevati contenuti in termini di addestramento e di cooperazione interforze, il tutto svolto in una singolare cornice di eventi sociali, molto più spesso goliardici, mirati a consolidare i rapporti tra il personale delle aeronautiche partecipanti attraverso l’espressione del più genuino spirito “tigresco”.

Questo si evidenzia soprattutto, come visto, nelle colorate livree degli aerei, che hanno code, ali o serbatoi esterni a motivi tigrati o sono dipinti con interi “Tiger scheme”, gli stessi che troviamo sull’abbigliamento, come tute di volo, foulard, cappelli e spesso anche caschi. Auto dipinte a strisce giallo/nere appositamente portate per l’evento si aggirano per i raccordi, fino a veri e propri costumi da tigre indossati dal personale tra gli aerei al parcheggio durante la normale attività operativa, mentre una serie di tradizioni più o meno codificate ha luogo durante la serata conclusiva in cui ogni nazione partecipante offre prodotti tipici delle località di provenienza o presenta vere e proprie esibizioni folkloristiche in abbigliamento tradizionale.
La NATO Tiger Association è nata nel 1962 a seguito di una serie di contatti informali ed incontri al solo scopo di socializzare e condividere un boccale di birra tra i vari componenti di Unità della NATO, ma che ben presto si è trasformato in un vero scambio di esperienze tramite attività di volo congiunte.
Tutto si svolge secondo una tradizione di regole e consuetudini non scritte, come quella di iniziare ogni Tiger Meet con una informale e colorata cerimonia durante la quale gli Ufficiali più giovani issano sui pennoni le bandiere del proprio Stato di appartenenza.

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 26 Maggio 2009 16:12 )


