Spotter Day 90


Gli inglesi la chiamano anticipation. Qualcosa di più di una semplice attesa. E' piuttosto un’ansia, direi, determinata da un’aspettativa che è nell’aria. Poche chiacchiere, non si sentono domande dalle risposte scontate. Anche se, in fondo, qualche perplessità potrebbe sorgere considerato che nessun F-16 ADF ha ancora lasciato la linea volo per avviarsi verso la pista. Sono ancora tutti lì. Tutti, tranne uno. Cervia, 20 giugno 2008, mattinata inoltrata di una giornata di inizio estate. "Spotter Day".
Un F-100/220E Pratt tuona in lontananza annunciando l’inizio della corsa di decollo. Quel rumore lì, in realtà, mi è familiare… sono solito a quel fragore ormai anche se, a dire il vero, rimane difficile abituarsi a una tale intensità di decibel. Ciò che invece mi è nuovo è quello scrosciare di scatti che accompagnano l’F-16 Special Color ai comandi del Col. Roberto Di Marco, comandante del 5º Stormo, che decolla mostrando in anteprima la nuova colorazione dedicata al 90º anniversario della costituzione del 23º Gruppo, producendosi in diversi passaggi “ad hoc” per mostrarla nelle diverse angolazioni.



Ecco, sono proprio quelle centinaia di scatti, quei teleobiettivi muoversi nella stessa direzione, nello stesso momento, che attirano la mia attenzione. In silenzio, senza troppi commenti. Perché di ciò che sta succedendo, di ciò che sta volando, in fondo tutto si sa. Non ci sono domande dalla risposta già nota. Tutto sanno gli Spotter dei “loro” aerei. Mi spiego.
Anche in questo caso gli inglesi hanno saputo adattare un termine, Spotter appunto, che tradurre come semplice “appassionato” o “fotografo” non si potrebbe, sarebbe riduttivo. Eppoi, come suonerebbe male in italiano... “La giornata dell’appassionato”…va là, da ridere…
Perché “Spotter” è chi non solo sa fotografare, ma anche conosce tutto della storia di un reparto, di un gruppo di volo, aerei in tutte le loro varianti - spesso riproducendone modelli in scala -, i piloti, gli aneddoti... passato e presente. Oltre le semplici foto.
Che poi tanto semplici non sono perché in molti casi si può assolutamente parlare di eccellenza fotografica. Come Max Di Mele scriveva, “professionisti pochi, ma professionali molti. Ogni foto non è solo frutto di passione, ma preparazione, sacrificio e anche di tanti soldi spesi in proprio. E in molti casi i risultati sono decisamente migliori di quelli di un professionista.”
E questo, il 23ºGruppo, il G.E.A., il personale dello Stormo che tale primo “Spotter Day” a Cervia lo ha pensato, e ha contribuito a organizzarlo, lo sapeva. Sapeva di creare un evento nuovo per l’A.M.I., eccezionale a modo suo, dedicando una giornata a chi l’aeronautica, in fondo, la ama davvero.
Un evento appunto. Diverso da un Open Day, senza troppi, costosi display, ma con una spettacolarità comunque intatta. Perché lo spettacolo lo hanno fatto i piloti stessi, il personale, il ritrovarsi di amici. Lo spettacolo lo ha fatto l'eccezionalità del raduno stesso, lo ha fatto uno degli Special Color più belli finora mai realizzati. L'F-104 riportato "a nuovo" per l'occasione. Lo ha fatto l’atmosfera che si respirava quel giorno.






Un appuntamento che ha meritato un riconoscimento nazionale e internazionale, testimoniato dalla presenza dei prestigiosi ospiti stranieri, come i Mirage F1 spagnoli, gli Hawk della RAF, gli Alpha Jet, l'L-39 ungherese…e nazionali, coi Tornado di Ghedi, l’EF-2000 di Gioia del Colle (ai comandi proprio di un ex pilota del 23º), e ancora AMX da Istrana, MB-339 da Lecce e molto altro...






E’ un invito, questo, che ci permettiamo di fare all’A.M.I. ad organizzare nuovamente eventi di questo genere, a seguire un percorso di successo tutto europeo nell’avvicinare l’aviazione militare al pubblico attraverso questi Spotter Day. Un pubblico competente, non solo appassionato, in grado di dare una risonanza tutta speciale a Gruppi di volo e Reparti, attraverso un tam-tam multimediale e mediatico impensabile anche solo cinque anni fa.



A un anno di distanza da quell’evento...e a un anno, ahimè, dal passaggio in posizione Quadro di questo glorioso Gruppo Caccia Intercettori, abbiamo voluto ricordare ciò che in fondo è stato questo primo "Spotter Day" italiano: una festa.
Una festa i volti dei piloti mostrati in queste foto, del personale... una festa la rimozione delle transenne e il pubblico lasciato avvicinare agli aerei, sicuri che nulla sarebbe accaduto. Perché non si danneggia l’oggetto della propria passione, lo si ammira.
Una festa soprattutto per loro, per noi, Spotter e appassionati, che finalmente si ritrovano su una linea volo, a far due chiacchiere, a condividere una passione senza disperdersi tra sole, chioschi di panini e hot-dog, o una folla di migliaia di persone. E potersi far fotografare, finalmente, tutti insieme. Perché no, davanti a un “Veltro”...


Testo: Andrea Goffi
Foto: Oxcart, David Cenciotti, Paolo Maglio, Matteo "lizard" Marianeschi, Fabio "locusta" Tognolo, Andrea "Skipper" Spagna, Stefano "steve air", Alessandro Fucito, "Massimo", Yuri, "alessio 7700"
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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 16 Novembre 2009 15:17 )


