Venerdì sera. Cena. Ospiti, come tutte le sere da quattro mesi a questa parte, alla mensa di MammAMI; solito tavolo, ormai “riservato” agli equipaggi dell'Esercito ( leggasi AvEs Style, con tutto ciò che ne consegue....), solito menù. Gli spaghetti ai frutti di mare stavano ingaggiando la solita rissa di bassa lega con i wustel del secondo, divisi da patatine-maionese-ketchup in funzione di arbitro, quando il Boss dello Squadrone di Volo, dopo aver confabulato per cinque minuti al cellulare di servizio, invita calorosamente la totalità dei piloti presenti (cioè praticamente tutti) ad una riunione serale in sala piloti ...Già la serata aveva dato il suo verdetto negativo, col menù Partenopeo/Bavarese, ma davvero non c'è limite al peggio ...e sono solo le sette-e-mezza di sera!
Birra annullata, attendiamo il termine dello scontro sull'altro vassoio (Farfalle al Pesto Vs. Coscia di Pollo, anche questo un pareggio scontato...), per avviarci allo Squadrone. Neppure i soliti ben informati sanno nulla di questa convocazione; mentre ci avviamo a posare i vassoi con gli avanzi, squilla nuovamente il cellulare del Boss, che con equilibrismo circense riesce a divincolarsi tra vassoio, cellulare e taccuino su cui prende appunti. La cosa versa al peggio...
Dopo 5 minuti, il glorioso Squadrone di Volo al completo, compreso di Capolinea con l'aggiunta degli addetti alla Sala Operativa e delle Operazioni, è stipato nel Corimec in attesa. L'abitabilità, la legge 626 e le normali regole di convivenza civile vengono tutte abolite e reinterpretate nella densità demografica della allegra compagnia Balcanica. Quando entra il Boss sono tutti contenti; speriamo che la cosa si risolva in pochi minuti. In effetti, la “cosa” dura meno di 5 minuti, ma è l' inzio di un crescendo Rossiniano. Il succo del briefing è molto semplice: da alcuni giorni, le usuali proteste degli abitanti di un villaggio adiacente ad un monastero Ortodosso, si son fatte sempre più vibranti e minacciose. I monaci e le poche famiglie che vivono a ridosso della comunità religiosa, sotto la protezione di un plotone Italiano, sono ormai sotto assedio costante; le intimidazioni, all'approssimarsi della Pasqua Ortodossa, sono sempre meno tollerate e le tensioni, tra le due etnie, sono giunte un punto di rottura.
Anche quest'anno, niente scambio di uova di cioccolato e pacche sulle spalle...
Quindi, ecco il compitino: tre elicotteri pronti a muovere entro mezz'ora da domani mattina alle effemeridi per sbarcare, in caso di necessità, 36 uomini in tenuta antisommossa. Bene, week-end pieno, birrozza definitivamente cancellata. Tanto non era previsto lo shopping per il sabato... Quasi rimpiangiamo lo scontro Wudi Vs. Vongole! Vinco il giro di giostra come pilota sul terzo elicottero: mai una gioia! I piloti fuori dal primo giro di allarme se ne vanno tra il dispiaciuto ed il risollevato, mentre i “sei fortunati vincitori” iniziano a fare domande ed a sguainare i ferri del mestiere: coordinate, l'immancabile Google Earth, Ozi-Explorer, pennarelli, cartine, GPS e tanta buona volontà. Il giochino sulla carta è semplice: decollo on-call, 10' di volo sino alla base ove caricare le squadre, 6 passeggeri su ogni cammello da sbarcare dopo altri 12' di volo, altro giro a riprendere le tre squadre mancanti e poi via di nuovo, sbarco e prua verso la base ad attendere gli sviluppi della sorpresa Pasquale e ad abbeverare i cammelli. Il tutto riassumibile in ShowTheMuscle...
Ma quasi mai è tutto semplice come sembra.
Peccato che in quell'area, benchè “ricognita” e “certificata”, nessuno di noi ci sia mai atterrato. Ulteriore piccolo dettaglio, il fatto che la zona sia certificata per DUE elicotteri, mentre i nostri “pensatori” esigono che ci si atterri contemporaneamente in TRE... bene, ci vogliono “viscini-viscini”; peccato che dalle schede delle aree di atterraggio, la LZ (Landing-Zone) risulti anche leggermente in pendenza: così, all'atterraggio, sarà necessario anche fare una rotazione di 90° a sinistra, visto che la direzione del finale è pressochè obbligata per questioni tattiche e … vegetali, dato che l'area è circondata da dei bei alberoni (o almeno cosi pare, dalle foto satellitari e dalle schede di atterraggio...). Non ci facciamo mancare proprio nulla. Considerando che ci potrebbero volere lì in NVG, la cosa potrebbe rivelarsi non proprio elementare. Speriamo che almeno Eolo accolga le nostre richieste e, se proprio deve soffiare, soffi almeno nella direzione favorevole. Cosiderato che si son fatte ormai le undici passate e che, domattina, le effemeridi sono alle 05:45, dobbiamo stringere un po' i tempi della pianificazione, giusto per evitare un after-hours non preventivato. Decidiamo i punti di ricongiunzione, le posizioni in formazione in funzione del terreno e gli ultimi dettagli. A mezzanotte e qualche minuto sono docciato, pronto ad andare a ninna con i punti sulla carta e nel GPS, stimati, prue, consumi, frequenze su un mooolto professionale cartellino di rotta appiccicato alla carta, con i visori già regolati e solo da montare sul casco, in caso di ripensamenti notturni dell'ultimo minuto. Buona notte, Lupo...
Giorno successivo, sveglia alle 05:00, caffè liofilizzato e gallette naja in sala piloti (mensa in rigoroso orario festivo, mica son lì per preparare pappa agli equipaggi....), e pronti attorno al cammello alle cinque e mezza. Bhrrrrr, l'arietta è frizzante, malgrado il calendario spergiuri che siamo in Primavera avanzata. Radiolina sintonizzata con la Sala Operativa, e gentilmente ospiti nell'ufficetto degli specialisti che, nel frattempo, hanno preparato, checkkato e condizionato gli elicotteri per l'evenienza. Anche l'equipaggio della MedEvac è a zonzo nei paraggi del proprio elicottero, visto che anche loro sono in Stand-By con tempi ulteriormente ristretti rispetto il solito. Mancavano gli avvoltoi in volo, e saremmo al completo. Tutto è pronto, manca solo il via. Alle sette tutto tace. Alle nove, nessuna novità. Alle dieci ancora nulla; iniziano le contrattazioni per decidere il volontario che farà un basso passaggio verso il baretto interno, visto che le scorte strategiche di caffè e generi commestibili della linea sono state messe a dura prova dall'affluenza di tutta questa banda di assonnati ospiti imprevisti. Ma mentre il volontario rimedia una bicicletta per la mission-impossible, la radio gracchia un “pronti tra 10'...“. Molti iniziano a rimpiangere il Wuberone della sera prima, e tra qualche imprecazione e tra mille sfottò, ci si inizia a legare a bordo, indossare i caschi, selezionare le frequenze, aprire le carte... I dieci minuti diventano mezz'ora, e i rotori iniziano a girare che sono le undici meno cinque; speriamo che una volta che la giostra è partita, non si intoppi: il carburante è sufficiente ma non infinito e, soprattutto, gli orari categorici della mensa non consentono errori, pena un digiuno ascetico e meditativo. Decolliamo senza intoppi, abbiamo priorità su tutti i traffici ( ...bhè, a dirla tutta siamo anche i soli traffici ed abbiamo un' aeroporto tutto per noi...) e dirigiamo in formazione rilassata al punto di imbarco.



Atterraggio in fila indiana e dopo pochi secondi siamo allineati, pronti ad accogliere i passeggeri.
Arrivano a piedi, già bardati come dei mini Robocop, in squadre da 6, con il casco e le protezioni già calzati; lo scudo antisommossa e sfollagente sono bene in vista. Incutono vagamente timore, per fortuna sono “i nostri”. Si sistemano una trentina di metri davanti al muso del cammello, accucciati al suolo.
 Le radio gracchiano una serie di ordini e di “roger” che farebbe impallidire le conversazioni tra Houston ed Apollo 13. I caposquadra alzano il pollice, i piloti rispondono nello stesso modo ed in inizia il rodeo. In un' attimo sono a bordo, qualche secondo per legarsi, impacciati dall'equipaggiamento, ma nulla che una buona imprecazione in un qualsiasi dialetto del Sud non possa risolvere. Il primo elicottero decolla dopo pochi secondi, seguito a pochi metri dal secondo.



Ora tocca a noi. Il pilota alla mia destra rimestola i comandi, un po' troppo per i miei gusti, ma discretamente bene, visto le poche ore di volo che ha accumulato sul suo libretto dei voli fin'ora.
Lo Huey risponde docile alle sollecitazioni e, benchè caricuccio, dopo una manciata di secondi è in volo, dopo aver sorvolato nell'ordine pali d'illuminazione, bandiere, camino della pizzeria (non si fanno mancare nulla, qui...) e recinzione della Base. Acceleriamo e ricongiungiamo con gli altri due, che sono già in rotta.




 Manteniamo una formazione larga, dando il segnale di ricongiunzione con un laconico “tre” via radio. Scorgo il Leader dal finestrino sinistro che mi fa un cenno di Ok con il pollice alzato. Proseguiamo. Dopo pochi minuti giungiamo su Gardaland, ovvero un complesso di giochi acquatici abbandonati, con tanto di scivoli e le loro belle piscine colme di un palmo d'acqua stagnante verde smeraldo/marrone fogna di Calcutta. “Stringiamo” gracchiano le cuffie. “Due” è l'entusiasmante dialettica proposta dal secondo cammello in formazione.”...Tre” è ciò che biascico io, che non voglio esser da meno nella prosopopea aeronautica. La formazione si stringe, la quota diminuisce; 90 Kts., 150 ft. e meno di una decina di metri dalle chiome degli alberi. Gli occhi sono ben aperti, alla ricerca di fili conosciuti, anche se le carte 1:25.000 e GoogleEarth ieri sera spergiuravano, concordi, sulla loro totale assenza (... ma dato che della sfiducia nelle carte molti equipaggi ne hanno fatto un credo, ...occhi spalancati). Naturalmente, un occhio di riguardo lo hanno anche gli elicotteri che stanno davanti a noi; magra consolazione evitare un'alta tensione ma entrare nell'elicottero del tuo vicino di stanza senza invito! Ci infiliamo all'interno di un'ampio canalone. La zona è collinare e la formazione viaggia più bassa della sommità dei due pianori ai nostri lati. Non abbiamo problemi di radar nemici, ma un po' di attenuazione del rumore non fa poi così male. La vallata prosegue per poco meno di 5Km con andamento West-Est, ma, quando sfocierà sulla pianura, noi dovremo svoltare a sinistra, in direzione Nord, dove si trova la nostra area di atterraggio. Quindi una bella frenata in curva, con noi che, ultimi della parata, ci troveremo all'interno della virata della formazione, con i due velivoli che ci precedono che ci taglieranno la traiettoria. Proprio come lo spiegano alle Scuole di Volo. Già ieri sera ho perso mezz'ora ad illustrare il film al mio pilota ribadendo più volte che, in questa fase, avremmo rischiato di imbatterci le scie dei due nostri predecessori che rallentavano e ci tagliavano la strada (diciamo che tendenzialmente è una manovra consigliata solo agli amanti delle forti sensazioni l'entrare in scia a due elicotteri, lenti e carichi, della tua stessa categoria...), ma un minuto prima dell'incrocio magico, lo ribadisco con ampia gestualità delle mani in cabina; meglio esser rompiballe col giovinetto, ora, piuttosto che passare l'eternità su una nuvoletta ribadendogli “te lo avevo detto, cavolo....”. Ci siamo, lo Huey del Leader ha impercettibilmente cambiato assetto, tra poco l'elicottero inizierà svogliatamente a rallentare. La velocità scende a 70Kts e la coppia che ci precede inizia a virare. Il quaglions seduto alla mia destra mi dà l'impressione di farsi sorprendere, per un attimo, dalla traiettoria degli altri, malgrado le 1000 raccomandazioni ( “te lo avevo detto...”) , ma reagisce prontamente e alla fine riesce più o meno a stare dove ci si aspetta che stiamo in formazione. Nuvoletta rimandata in data da destinarsi. L'area ci appare dietro un basso filare di alberi: decisamente meno peggio delle previsioni, con alberi non così alti come ci si poteva immaginare dalle foto satellitari e dai documenti che avevamo a disposizione. Anche chi l'aveva certificata per solo due elicotteri, aveva peccato decisamente di pessimismo, anche se, vista da dietro le lenti dei visori NVG, in una notte buia, potrebbe avere un'effetto decisamente diverso. Siamo ormai in corto finale, un occhio sugli strumenti, un occhio ai due che ci precedono ed uno all'interno a controllare i rimescolamenti del quaglions sul ciclico e dei movimenti dei ragazzi pronti a sbarcare. 30 Seconds.... Doooor.... Deplane!!!! Abbiamo appena toccato i pattini sull'erba dopo aver ruotato di 90° il muso del “Il Elicottero” che le porte si aprono ed inizia lo sbarco della squadra, molto più rapido dell'imbarco, visto che le cinture è più semplice sganciarle che allacciarle...




Sento il tonfo sordo dei portelloni che si chiudono ed il caposquadra chinato al suolo mi fa cenno con il pollice alzato. Il primo elicottero stà decollando ora, il secondo stà ruotando in hovering per seguire il primo e noi lo seguiamo a ruota. Dopo 15 secondi ci stiamo allontanando in tattico verso il punto di imbarco per il secondo giro. Atterraggio fotocopia al primo con le squadre che ci attendono già schierate sul posto. Questa volta la squadra è spagnola; riconosco il caposquadra, mentre bestemmia in catalano cercando di allacciarsi le cinture irrimediabilmente mischiate dopo il primo sbarco.




Un paio di settimane fa ho curato l'addestramento diurno/notturno della sua compagnia. Quando termina l'ormeggio ed alza lo sguardo, anche lui mi riconosce e mi fa un cenno di saluto con il manganello. La prossima volta, durante gli addestramenti, devo ricordarmi di distribuire doppia dose di sorrisi.... Tempo di terminare i convenevoli, di annunciare che su questo volo non sono ammessi fumatori e che gli assistenti di bordo non avrebbero servito alcuno snack, e siamo nuovamente in volo. Rejoin sullo stesso punto del volo precedente, con stessa fonia ridotta al minimo. Questa volta, però, l'avvicinamento all'area è ancora più strisciante. Il Leader, rassicurato dal primo giro e valutata la veridicità delle affermazioni Googoliane riguardo ai fili, scende ancora di qualche metro. Fortuna che sotto scorre un ruscello, se no già immagino i saluti coi flash di abbagliante da parte dei camionisti balcanici. Alla decelerazione con successiva virata, questa volta il mio apprendista-stregone , gestendo la cosa con il dovuto anticipo, ed il finale nell'area dei tre elicotteri è degno della parata del 2 Giugno.




Tutti allineati e coperti (con i soliti limiti degli elicotteri, avete mai visto una formazione perfetta di ali rotanti?!?!...) arriviamo al suolo. Stessa litania di ordini al Sangria-People, stesso tonfo di portelloni. In pochi secondi siamo nuovamente per aria e, guardando il monastero dall'alto,dal mio punto di osservazione privilegiato, scorgo sul sagrato antistante la prima formazione a testuggine. Le squadre scaricate al primo giro hanno iniziato l'esibizione di Culturismo. Intanto noi ci ricongiungiamo come previsto, e subito via, con prua verso casa. Tempi rispettati, pacco consegnato, nessun danno a cose e/o persone. Mooolto bene, non resta che accelerare verso casa, se no MensAMI potrebbe aver terminato di distribuire quelle introvabili succulente coppette gelato bigusto delle grandi feste. Oggi non ci farà rimpiangere il wustel-e-patatine-fritte... Bel week-end balcanico...




Dopo pranzo, rapido ma dovuto debrifing con tutti i partecipanti alla giostra: tutto come previsto, terricoli felici e contenti, noi in prua al baretto per la meritata birra offerta dall' Harry-Potter-dell'-ala-rotante:
“te lo avevo detto, cavolo....”.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 18 Novembre 2009 10:29 )