Category: Magazine & Reports Published on Saturday, 18 April 2009 14:10 Written by Mauro "Snake" Petrolati - edited by Andrea Goffi Hits: 3770

(Testo: Mauro "Snake"; Foto: James Szabadics, Alessandro "Ale77", Mauro "Snake")
Varese, Mercoledì 8 Aprile, questo giorno mi rimarrà scolpito nel cuore probabilmente per tutta la vita.
Dopo la cena di benvenuto e presentazione della sera prima, avrei dovuto riposare, ma si fa per dire perchè io di dormire non avevo proprio voglia e, tra una cosa e l'altra, ho fatto le due passate. E' un po’ quello stesso stato d'animo di quando da bambino vai a dormire la vigilia di Natale, mi addormento pensando che domani sarà una giornata intensa, ma memorabile...
Alle 8 sono sveglio, o meglio mi alzo, perché sveglio lo sono probabilmente già da un oretta….Alzo la serranda e ammiro il panorama Varesino, constato sopratutto che la meteo non è proprio ottimale ma non mi lamento. A colazione c' è di tutto di più, un peccato perchè opto per rimanere leggero.
Alle 9 ci vengono a prendere per portarci a Venegono, aeroporto Arturo Ferrarin, sede dell'Alenia Aermacchi.
Semplice controllo di sicurezza all'ingresso poi via alla sala conferenze per le presentazioni, i complimenti ed un interessantissima presentazione sull'Aermacchi, le sue attività produttive, il suo mercato attuale e potenziale e ovviamente l'M-346 MASTER e gli impianti dove verrà prodotto. A questo punto comincia la visita agli impianti, tranne che per me...
Infatti per me l'attività per il volo sull'M-346 MASTER è cominciata con la visita medica, la gentilissima Alessia Porreca dell'ufficio External Relations dell'Aermacchi mi accompagna all'infermeria. Misurazione della pressione che risulta regolare, sicuramente sono un pò emozionato a giudicare dal battito leggermente sopra il normale. Riporto tutti i problemi di salute avuti in passato, che l'infermiera annota, dopodichè al telefono riporta tutto al medico responsabile il quale da l'ok.
Raggiungiamo gli altri che nel frattempo hanno iniziato la visita agli stabilimenti.
Altra tappa successiva per me è la sala vestizione dove adesso proverò solo alcuni equipaggiamenti per individuare la giusta taglia. La tuta ignifuga, la tuta arancione da test pilot (troppo bello per essere vero!), i pantaloni anti g, un pò di difficoltà nell'allacciarla per l'addetto, ma anche questa va bene. Una sorta di spallacci che si allacciano attorno al busto ed è poi la volta del casco, anche qui l'addetto ha occhio e prende subito la misura giusta.
E' poi la volta della maschera, la prima è piccola, la seconda va bene. Aderisce perfettamente al viso e viene attaccata ad un erogatore d'ossigeno, sperimento così che è piuttosto fastidioso respirare da questa all'inizio e ho una specie di problema a respirare correttamente, comunque mi riservo di dirlo al momento del volo vero e proprio.
A questo punto posso andare a mettermi la tuta, sottotuta e le scarpe. Prima di uscire dallo stanzino prendo la patch di Italianvipers e me la metto in una tasca sul petto, facilmente raggiungibile. Quando esco vengo accompagnato in sala briefing.
E si stò facendo un briefing con i piloti e altri responsabili tra cui quello della telemetria, ci sono anche il maresciallo Covella e Szabadicks, rispettivamente 3° e 2° classificato. Il test pilot Quirino Bucci, coaudiuvato dal pilota Carlo Monti ci illustra con una presentazione su schermo, tutto, ma proprio tutto l'M-346, risponde a qualche domanda, poi illustra l'attività di volo, che prevederà decollo, un giro in zona, salita di prestazione, nubi permettendo, raggiungimento della zona di operazioni, acrobazia, o meglio ci proveremo, mi dice Bucci che il limite sarà solo quello della mia sopportazione, allorchè gli dovrò fare subito presente l'insorgere di qualsiasi problema, a tal proposito 2-3 sacchetti saranno pronti nel mio abitacolo. Ritorno al campo, un touch and go, un passaggio basso in asse pista, poi potrò avere l'onore di prendere i comandi e abbozzare qualche virata.
Passa poi all'importante parte delle procedure di sicurezza, sottolinea che sono cose molto importanti sebbene sicuramente non succederà niente. Funzionamento del sedile eiettabile, dove basta tirare un maniglione tra le gambe per lanciarsi, importante però è la sicura, simile a quella del 339, un piccolo ferro a T, rosso, infilato sotto la maniglia. Al momento della chiusura del tettuccio dovrò toglierlo, farlo vedere chiaramente al personale che mi assisterà a terra e altrettanto chiaramente far vedere che lo infilo in un apposita fessura sul bordo del tettuccio dove è ben visibile anche dal personale di terra. Al ritorno dovrò fare il contrario, ma può essere, mi dicono, che essendo legato in maniera più ferma di un normale pilota, che non riesca a reinserirlo, in tal caso non devo fare "casini" ma semplicemente fare vedere chiaramente che ho ancora in mano la sicura, provvederanno poi a inserirla una volta aperto il tettuccio. In caso di eiezione Bucci chiarisce che dirà 3 volte "fuori", 3 volte ribadisce, allorchè dovrò tirare la maniglia di eiezione, lui aspetterà che sia fuori prima io e poi andrà lui.
Ancora poi sull'impianto dell'ossigeno; c'è praticamente l'impianto principale, il secondario d'emergenza che in caso dovrò attivare tramite un bottone, e la riserva dell'emergenza, da attivare tirando una specie di tubicino vicino al bottone sopracitato.
Qualche domanda, poi si è già fatto tardi rispetto al previsto e ci accingiamo al velivolo, non prima di compiere la vestizione vera e propria, piuttosto laboriosa per me mentre Bucci in un attimo è pronto e senza aiuto, "ma come ha fatto?" mi chiedo. Intanto l'addetto alla vestizione mi attacca con una botta amichevole la patch dell'M-346 MASTER sulla spalla destra. Se ne va un altro bel pò di tempo ma alla fine siamo pronti. Borsa in mano e tubi, cinghie e fili vari penzolanti esco, accompagnato dai due piloti, Bucci alla mia destra e Monti alla mia sinistra; Bucci osserva con il collega che il tutto mi sta abbastanza bene. Mi ritrovo davanti tutto il personale Aermacchi che mi aspetta e vengo accolto con favore nella mia tenuta, appena qualche battuta e mi invitano a salire la scaletta, e si ci siamo proprio.


Mi accomodo all'interno e cominciano a legarmi e ad attaccare il tubo della tuta anti g, il collegamento del casco e le 5 cinture. Mi dicono che un pilota si allaccia lasciandogli più mobilità ma a me preferiscono incollarmi al sedile, e forse la cosa non mi dispiace. Mi spiegano anche il meccanismo di sgancio rapido delle cinghie nel caso in cui si debba abbandonare rapidamente il velivolo; semplice e funzionale, basta premere il bottone nel punto centrale in cui tutte le cinture si agganciano alla stessa parte metallica tonda centrale, che sta più o meno sulla pancia, e girare quest'ultima; chiedo solo se il verso sia univoco o indifferentemente a destra o sinistra, come infatti è. Mi spiegano ancora una volta il sedile eiettabile e la sicura, mi mostrano in pratica i sistemi di emergenza da azionare per l'ossigeno, e un paio di cose sulle comunicazioni con il pilota. Monti mi assiste passo passo in tutta questa fase. Mi fa regolare con un semplice interruttore l'altezza del sedile per traguardare l'HUD, nel frattempo Bucci stà avviando tutti i sistemi del MASTER e il pannello strumenti davanti a me prende rapidamente vita. Mi spiegano che nel display di sinistra ci sarà una mappa con i punti di rotta.
A questo punto il casco e sopratutto la maschera, gli faccio presente che nella prova di prima al magazzino ho fatto un pò di fatica nel respiro, ma mi dicono che è normale e tutti ci devono fare l'abitudine all'inizio, ma a me sembra proprio dare problemi, comunque procediamo. Per sicurezza un paio di sacchetti mi vengono messi in una tasca sul lato destro, tuttavia dopo un ultima occhiata Monti, che mi stà aiutando nel tutto, li toglie e li mette in un altra ancora più vicina e facilmente e rapidamente accessibile, forse non gli ho fatto una bella impressione ma tutto sommato l'idea non dispiace neanche a me.
Bucci mi dice di mostrare chiaramente all'esterno che ho le braccia all'interno dell'abitacolo, cosicchè possa chiudere con sicurezza il tettuccio.

Ci siamo, messa in moto, a questo punto quel pò di preoccupazione che mi era venuta nell'accingermi a fare qualcosa che sembrava proprio fuori della mia portata, sparisce non appena i motori partono e mi danno veramente un gran senso di sicurezza. L'unica preoccupazione che mi rimane è "come reagirà il mio fisico?", "mi rovinerà il volo?", l'unica cosa da fare è partire convinto del fatto mio. Rilascio freni, e via in rullaggio verso la testata pista. E' più forte di me e mi permetto alla partenza il saluto militare a tutti quanti a terra, era una vita che sognavo di farlo! Ancora una frenata di prova freni e poi via abbastanza spediti.

Più ci avviciniamo alla testata pista più comincio a vedere chiaramente persone che salutano; non ci credo, a due passi da una recinzione aeroportuale bassa come poche, gli amici di Italianvipers sono pronti, teleobiettivo alla mano.

Rispondo al saluto, sono contento come poche persone al mondo, faccio presente anche a Bucci che quelli sono amici e ne sembra sorpreso. Già Italianvipers! Mi ero dimenticato, nella tasca ho la patch da attaccare fieramente sul petto.




Nel frattempo con sollievo, durante il rullaggio, ho risolto il problema della maschera dell'ossigeno, sembra che il trucco sia respirare con tutta tranquillità con il naso, viceversa respirare con la bocca nel tentativo di prendere più aria sembra decisamente controproducente, ma ormai ho acquisito il metodo e me ne compiaccio.
Ma ora si fa sul serio, ci giriamo e allineamo sulla pista. Autorizzati, manetta tutta avanti, la vedo muoversi accanto a me, rilascio freni e comincia l'accelerazione, a dir poco sorprendente, il MASTER si lancia sulla pista con una forza tale da avvertire chiaramente la pressione petto-schiena sul seggiolino, ma continua ancora ad accelerare, di più e sempre di più, anche quando avrei detto che eravamo pronti per la rotazione.

Bucci mi consiglia di tenermi ai maniglioni appositi sopra ai lati dell'HUD, e funziona per contrastare questa accelerazione che dopo lo sconcerto iniziale diventa però da piacevole brivido. Rotazione e si sale su neanche tanto ripidi e veloci in poco tempo, 300 metri se non ricordo male e siamo già livellati e viriamo a destra.
A colpirmi subito è il rumore, non quello dei motori, ma quello dell'aria che scorre sul tettuccio e le superfici del velivolo, non me lo aspettavo così forte, eppure ho casco e cuffie che lo attenuano. Il 346 è stabile su tutti gli assi, al massimo fa qualche lieve su e giù nelle correnti d'aria ascendenti e discendenti, ma è normale per qualsiasi aereo. Viceversa sembra piuttosto rapido nel movimento di rollio delle virate. Ho veramente la sensazione di essere a bordo di un velivolo che guizza per il cielo come gli pare e piace senza quella sensazione di essere limitati dalla poca potenza, che avverto volando come passeggero su un ULM, è come scoprire una nuova realtà del volo, come spezzare delle catene o un guinzaglio.

Piccolo giro turistico a bassa quota, 400-500 metri se no ricordo male, sono più intento a guardare fuori che l'HUD sul quale proprio non riesco a concentrarmi. Il panorama è bello, voliamo neanche tanto alti sui centri abitati della zona a velocità, limitata per il 346, ma decisamente alta rispetto a quanto mai provato da me, la cosa mi diverte ed esalta non poco, distinguo auto, strade case, tutto insomma. Penso che solitamente sono io che esco fuori per vedere chi è che svolazza quando avverto un rumore di qualche velivolo, e che lo guardo con un pò di invidia quando si tratta di qualche bel velivolo militare. Ma oggi, e solo per oggi, sarà il contrario e qualcuno forse mi starà guardando con un pizzico di invidia o un pò sognante... Ma Bucci mi richiama alla realtà, a quanto pare il giro turistico d'ambientamento è finito, mi dice che proviamo a sostenere qualche G in virata. Ok adesso assaggerò questi famosi G, saranno davvero così terribili?
Mi preparo mentalmente e fisicamente; piccola virata prolungata e la testa comincia a pesare talmente tanto con tutto il casco che mi ingobbisco senza poterci fare molto, le braccia che ho rimesso in alto saldamente attaccate con le mani ai maniglioni si piegano, avverto chiaramente che il sangue se ne sta andando giù e la tuta anti G comincia a gonfiarsi come non mi aspettavo, ma sembra darmi decisamente una mano. La cosa sembra non finire mai, è faticoso, quanti ne staremo tirando? Tre? Quattro? A virata finita chiedo e la risposta è... appena 2! A malapena 2 !? E già facevo tutta quella fatica? Non voglio nemmeno pensare a cosa succederebbe a 8-9, come faranno questi piloti? Leggo sempre che i piloti da combattimento non sono superman, ma se non sono superman sicuramente hanno un addestramento da superman! E il bello è che sotto accelerazione Bucci continua a gestire il velivolo e i sistemi, parla con il controllo, con la telemetria, e mi chiede anche se va tutto bene…
E' il momento di provare un pò di volo lento, questo non me lo aspettavo, rallentiamo e portiamo il muso in alto, tuttavia con ampi margini di sicurezza, visto che a quanto pare il 346 arriva fino a 40°, più dell'Eurofighter!!!

Ci allontaniamo e Bucci mi avverte che faremo una salita di prestazione, aspetto un pò teso che la inizi ma per un attimo interminabile non succede niente, poi su il muso e via, mi ingobbisco un altra volta mentre il MASTER accelera anche in salita, ma poi tutto si stabilizza e la salita si fa tranquilla e costante anche se veloce, Bucci mi dice a 15.000 piedi al minuto, "però!" penso io; nel frattempo rimetto lo sguardo fuori e comincio a vedere un panorama spettacolare, sebbene la visibilità non sia il massimo oggi, le Alpi innevate si cominciano a vedere chiaramente, vedo laghi e fiumi che prima non scorgevo minimamente, e paesini nelle valli. Stabilizziamo rapidamente e la cosa mi da un pò di fastidio, tipo effetto cunetta con l'auto ma moltiplicato cento volte, è appena un attimo, adesso posso veramente vedere il panorama. Ci siamo fermati a 15.000 piedi perchè oggi c'è un soffitto di nubi compatte oltre. Sotto invece qualche nuvoletta isolata e vicina mi restituisce il senso della velocità. Già la velocità, non la ho più tenuta d'occhio nel volo, ma tra poco sarà la protagonista assoluta. Siamo nelle zone della Valtellina e Valchiavenna, lo chiedo stupidamente pur avendo sotto al naso uno schermo multifunzione LCD che me lo indica chiaramente.
Il sole che filtra comunque comincia a picchiare e opto per abbassare la visiera, diciamola tutta... anche per fare un pò il figo.. . A questo punto, puntando più o meno verso nord-est, Bucci mi dice che mi farà vedere le doti velocistiche, ok penso che accelererà un pò ma invece mi dice che arriverà al limite della velocità del suono, ne rimango sorpreso, un regalo che non mi aspettavo. Tanto la velocità in moto rettilineo non è certo un problema e non da alcun fastidio. Vedo la manetta andare in avanti, ma per un attimo mi devo ricredere, l'accelerazione residua, che pensavo ormai in volo a 5-600 Km/h, fosse poca, mi rispedisce invece attaccato al seggiolino, come nel decollo, se non di più, ne rimango sorpreso, e continua ancora ad accelerare e a questo punto ho veramente l'impressione di avere dietro una potenza inusitata che ci spinge.
E continua ancora ad accelerare questo dardo blu nel cielo! Il sibilo e la resistenza dell'aria si fanno così forti che la sensazione mi pare più quella di muoversi in un liquido piuttosto che nell'aria; siamo arrivati MACH 0.92, 0.93 ora, una leggera vibrazione del velivolo o forse è solo una mia impressione e il sibilo dell'aria sembra attenuarsi, ma non perchè rallentiamo ma perchè il suono cominciamo a lasciarcelo indietro. Tuttavia qui ci dobbiamo fermare perchè MACH 1 si può superare, come d'altronde sò, solo in alcune zone dove permesso, come mi dice Bucci. A questo punto rallentiamo o meglio freniamo, talmente rapida è la decelerazione. Si scende un pò, una cosa questa che solitamente in un volo con un semplice ultraleggero mi da sempre un leggero fastidio, non so per quale mistero sul 346 scendere in leggera picchiata mi va liscio come l'olio.
Ok è ora di vedere dove riusciamo a spingerci con un pò di acrobazia prima di alzare bandiera bianca. Lo confesso sono un pò preoccupato, fino ad adesso tutto sommato ho sopportato bene e mi sono anche divertito, ma di aprire la tasca con dentro i sacchetti non mi va proprio, inoltre, come mi è stato raccomandato nel briefing devo prima dire assolutamente a Bucci che mi voglio togliere la maschera e non farlo assolutamente di mia iniziativa. Insomma, anche qui l'unica cosa da fare è partire convinto e determinato, tuttavia quando il pilota mi chiede se possiamo cominciare ho un pò di esitazione, su suo sollecito, rispondo un dubbioso "vediamo un pò...", come a dire, io non garantisco niente. Il buon Bucci forse intuisce oppure aveva già stabilito così e mi avverte che comincerà con delle virate più o meno sfogate e accentuate che continuerà ad accentuare sempre di più. Si comincia, i G si fanno sentire questi sono i più forti che sento dall'inizio del volo eppure non arrivano neanche a 3 se non ricordo male. Il pilota mi fa notare che produciamo anche delle scie e di guardarle ma io a girare la testa sotto i G non ci riesco proprio; come fa lui che sta anche più avanti e si deve girare ancora di più di me? Una gran fatica, si suda un pò, comunque si passano anche queste una dopo l'altra.
A questo punto Bucci mi dice che trasformerà le virate accentuate finora eseguite in Tonneau, simili a quello a botte, mi pare di capire, anche se lui li ha definiti con un termine preciso che non ricordo. Mi dice che il primo lo farà in modo da mantenere l'accelerazione sempre positiva. Non chiedetemi come fa a farlo in questo modo perchè non ne ho idea, ma l'esperienza di 5.500 ore di volo sedute li davanti fanno decisamente il loro mestiere. Si parte, temevo il peggio e invece la manovra scivola via che è una bellezza, me ne rallegro, mantenere l'accelerazione positiva è stata decisamente un ottima idea. Per un attimo le montagne sono sopra e il cielo sotto, tuttavia sono legato talmente saldo che non mi muovo. Con il senno di poi però capisco che non mi sono mosso perchè l'accelerazione si è mantenuta sul positivo. Seconda tonneau questa volta più deciso, si fa decisamente sentire di più, per un attimo sono appeso alle cinture ma altrettanto velocemente sono di nuovo dritto. Comunque è andata anche questa. Il terzo però lo fa regolare come va fatto, è un attimo, una rapida spirale nel cielo, vengo sballottato rapidamente, tutto gira rapidamente, e altrettanto rapidamente si rimette a posto, non faccio in tempo a dire che è passata anche questa che si fa strada nel giro di pochi secondi una nausea che per un attimo ho paura non si fermi li, invece respiro ossigeno profondamente e fisso lo sguardo sull'HUD. Funziona, riesco a fermarla li, ma ovviamente devo dire al pilota che un po’ di nausea mi è venuta. Per lui non ci sono problemi, mi dice che è normale e propone di tornare a Venegono in maniera tranquilla, ovviamente appoggio la cosa ma mi dispiace un pò, li per li la prendo un pò come una sconfitta, tuttavia non voglio rovinarmi il volo.
Cominciamo a scendere, tranquilli, orizzontali ma abbastanza rapidamente, la nausea sembra sparire, ma a rompere le scatole adesso è l'orecchio sinistro, figuriamoci mi da sempre fastidio persino in auto quando si sale un pò, figuriamoci scendere da 15.000 piedi. Comunico a Bucci anche questo, e mi dice che finchè "scarica" cioè "scrocchia" va bene ma se comincia a fare solo male lo devo dire perchè così interromperà o attenuerà la discesa, io continuo a deglutire e la cosa funziona. Neanche pochi secondi però che nonostante continui a deglutire comincia a fare male un bel pò, avverto Bucci il quale provvede. Tuttavia ormai siamo abbastanza bassi e la pressione all'interno dell'orecchio si stabilizza.
Passata anche questa, chiedo se, come detto nel briefing, potrò prendere i comandi per un pò, tuttavia Bucci mi dice che visto che non stò tanto in forma è meglio di no. Per entrare nel circuito, mi dice che sarà costretto a fare qualche virata più accentuata, ma non è un problema, tutto sembra decisamente passato e mi stò rigodendo il volo a bassa quota, invece bastano pochi gradi di inclinazione che riecco affacciarsi la nausea, "che noia, non ci voleva proprio" penso. Ricentralizzo il capo e lo sguardo e respiro profondamente, funziona, tuttavia farà così ad ogni virata fino all'atterraggio. Comunque c'è tempo per un bel passaggio veloce e basso sulla pista, questo si mi è piaciuto molto, in cui saluto gli amici di Italianvipers che sono pronti con i teleobiettivi, tuttavia girare la testa anche di poco non è una bella idea e ricomincio la piccola battaglia personale con la maledetta nausea.

Ora un touch and go, anche questo entusiasmante, volare bassi restituisce la sensazione di velocità, tuttavia rinuncio a girarmi nella direzione del personale dell'Aermacchi che ci stà guardando incuriosito, si è formata una piccola folla, anche con alcuni dipendenti venuti a vedere incuriositi.
Un ultimo gioco, Bucci entra trasversale alla pista e dice "li puntiamo?", e picchia leggermente puntando il piccolo gruppetto che tuttavia non vedo davanti a me, però è sicuramente divertente. La richiamata non è molto dolce e la successiva virata per entrare in circuito abbastanza accentuata, ricomincio a respirare profondo e guardo dritto davanti a me, penso che l'ossigeno mi abbia dato una mano non poco. Rallentiamo, tutto fuori, giro un pò la testa per seguire l'allineamento con la pista, pessima idea anche questa ma ormai siamo alla fine, rapidamente ci avviciniamo e scendiamo, un attimo e tocchiamo, senza avere l'impressione che il MASTER necessiti di una richiamata, anche leggera, al momento del touch down.


La frenata è brusca e decisamente efficace. Ormai quasi fermi, facciamo un inversione sulla pista e andiamo ad imboccare la via di rullaggio; mi slaccio la maschera un attimo prima che me lo dica Bucci... errore, me lo doveva dire lui quando, ops... tuttavia la riavvicino per ritornare a respirare un pò del caro amico ossigeno, che male non mi fa, anzi.
Dovrei rimettere la sicura del seggiolino eiettabile, tuttavia sono così legato stretto al seggiolino che non riesco a sporgermi quel minimo che basterebbe per vedere la fessura dove infilarla, ci provo per un buon minuto mentre rulliamo ma niente, Bucci mi consiglia di lasciare perdere e di aspettare che me la rimettano una volta aperto il tettuccio. Faccio vedere chiaramente che la ho ancora in mano, il tettuccio si apre, ma solo dopo la richiesta di Bucci di far vedere che ho le braccia in alto e fuori dal percorso del tettuccio; scaletta, mentre Monti mi rimette la sicura spiego che non riesco a sporgermi per reinfilarla e mi dice che se lo aspettavano, infatti me lo avevano già detto prima di partire. Mi slegano tutti i cordoni ombelicali con il 346, sfilo il casco, scendo, riuscendo a prendere lievemente uno spigolo dell'HUD su una tempia, non so neanche io come, una volta fuori mi accorgo che ho sudato un bel pò per due manovrine!

Tutti si avvicinano, chiedono come è andata, impressioni, se ho resistito bene, cosa abbiamo fatto, insomma per una volta nella vita sono una piccola star. Con tanto di foto di rito, poi è la patch di Italianvipers. ad attirare l'attenzione, tutti chiedono cos'è, spiego che ho promesso di indossarla e il fotografo si avvicina e gli fa un bel primo piano.




( Grazie "angelino!!)
Tutto è cominciato così, un semplice post come tanti sul forum che indicava un concorso dell'Aermacchi, appena 20 minuti per partecipare, prima di andare a lavoro, 20 minuti per scrivere qualcosa, su quella pagina web del sito dell'Aermacchi. Chissà se ogni giorno dei miei 32 anni di vita era un tassello per arrivare comunque a questo scintillante momento, o se il caos che regola l'universo ha fatto semplicemente il suo lavoro. Chi lo sa..., sicuramente devo ringraziare il forum di ITALIAN VIPERS dove ogni utente è stato parte di questo incredibile ingranaggio che mi ha portato a realizzare il sogno di una vita. Devo ringraziare l'Aermacchi, senza la cui iniziativa tutto questo non sarebbe stato nemmeno immaginabile.
A volte i sogni si avverano...,
credete nei vostri sogni, combattete per i vostri sogni...,
e anche se non si avvereranno, non avrete vissuto invano...
